Fantasy

Machiavelli e Fantasy: Chi è il principe nuovo del Trono di Spade?

La serie televisiva del Trono di Spade si è conclusa ormai più di un mese fa. Eppure in molti non sono affatto rimasti soddisfatti dal finale che i produttori, David Benioff e Dan Weiss, ci hanno riservato.
Dopo 8 stagioni i di complotti, intrighi, tradimenti e guerre per il potere solamente uno ha vinto il famoso “Gioco del Trono”. Scommettendo sul vincitore, c’è chi avrebbe puntato tutto su Jon Snow e chi invece su Daenerys Targaryen. I più temerari avrebbero potuto azzardare una vittoria Tyrion Lannister, Cersei o addirittura Sansa Stark, eppure la scelta dei produttori ha lasciato tutti a bocca aperta (nel bene e nel male).
Bran “the Broken” è stato proclamato Re degli ormai 6 regni, con grande dispiacere di chi tifava per Dany o Jon Snow.

Bran è veramente la migliore scelta per il governo dei 6 regni?
Forse qualcuno avrebbe da ridire. Per questo ci siamo rivolti al massimo esperto della politica dell’età moderna, estremamente simile alle lotte di potere della serie: Nicolò Machiavelli.

Le opere politiche più famose dello scrittore fiorentino sono senza dubbio “Il Principe” ed “I discorsi sulla prima deca di Tito Livio”. Nella prima Machiavelli esamina ed analizza le varie forme di principati, passando in rassegna anche le varie tipologie di eserciti e delineando infine la figura del “Principe Nuovo”, un uomo virtuoso capace di mettere in atto i suoi consigli e che un giorno avrebbe dovuto liberare l’Italia del ‘500 dai “barbari” che la occupavano.

Allora chi è il Principe Nuovo del Trono di Spade?
Jon Snow

In molti avevano scommesso su di lui. Il bastardo di Ned Stark aveva appena scoperto di essere il figlio di Rhaeghar Targaryen e per questo erede legittimo al trono.
Eppure Machiavelli potrebbe non essere così d’accordo.
Jon Snow è sicuramente un principe virtuoso, ma decisamente troppo ingenuo per incarnare la figura del “Principe Nuovo” disegnata da Machiavelli.
Questo ce lo dimostra soprattutto quando viene colto di sorpresa dalla congiura organizzata da Ser Alliser Thorne quando ancora portava il mantello nero.

“[…] Non farsi odiare dalla massa dei sudditi, perché i congiurati pensano sempre di uccidere il principe per dare soddisfazione al popolo”

L’errore che stava commettendo Jon Snow era quello di inimicarsi i suoi sudditi al Castello Nero, convincendo i Bruti a combattere con loro nella battaglia tra vivi e morti. Era semplicemente la cosa giusta da fare. Purtroppo, come dice Machiavelli, ciò che è moralmente giusto non sempre porta a buoni risultati. E Jon Snow, da buon figlio (adottivo) dell’onorevole Ned Stark, ha sempre cercato di fare la cosa giusta. Questa è decisamente una caratteristica pericolosa per un principe.

” Ci sono qualità, aventi l’apparenza di virtù, che conducono il principe alla rovina, e qualità aventi l’apparenza di vizi che lo conducono, invece, alla sicurezza ed al benessere “

Daenerys Targaryen

La madre dei draghi non era certo meno amata di Jon Snow, almeno prima dell’ultima stagione. Come lui, era una delle giocatrici del trono e sembrava avere anche i migliori mezzi per ottenerlo.
Il suo esercito era un esercito leale, quello che Machiavelli descriverebbe come un “Esercito Proprio”, composto da soldati interamente devoti a lei (senza considerare i draghi).
Dany poteva incarnare grazie alle sue qualità, la capacità di fare del male quando necessario e di assaporare il bene che divulgava ( basta pensare a Meereen), la perfetta figura del “Principe Nuovo”.
Il grande errore che ha commesso? Il disprezzo.
Come dice Machiavelli, un principe deve essere temuto, perché la paura immobilizza gli uomini e fa sì che nessuno si possa rivoltare contro di te. Il timore è un sentimento ancora più forte dell’amore, più volubile e meno rassicurante.
Ad ogni modo bisogna comunque prestare attenzione a non far scivolare quel timore in odio e disprezzo, che altrimenti causerà malcontento ed il principe non potrà mai essere al sicuro.
Dany nell’ultima stagione ha cominciato a seminare odio e disprezzo (ascoltate un qualsiasi dialogo con Sansa) che è culminato nella penultima puntata con una grande uccisione di massa.

” Il timore è sorretto dalla paura di essere punito, che non ti abbandona mai. Il principe deve farsi temere in modo tale che gli riesca tuttavia di non farsi odiare”

Bran “The Broken”

La storyline del giovane corvo a tre occhi è stata decisamente più incentrata sull’aspetto fantasy della serie, lasciando ad altri personaggi quello più politico.
La risposta al perché Bran non avrebbe dovuto vincere il “Gioco del Trono” potrebbe anche risiedere qui. Per una semplice spiegazione logica.
Ad ogni modo, Machiavelli ha da dire la sua e condanna Bran così come ha fatto con Jon Snow e Dany.
Sì, è vero: “la conoscenza è potere” diceva Lord Bealish nella seconda stagione. E nessuno ha il dono della conoscenza quanto Bran, il corvo a tre occhi, capace di viaggiare nel passato e forse anche nel futuro.
Il problema di Bran ricade nello stesso campo di quello di Daenerys: il timore.
Bran sicuramente non è temuto dai suoi sudditi e probabilmente nemmeno amato (se si considera il fatto che proviene dall’unico regno che ha ottenuto l’indipendenza). Questa assenza di emozioni (incarnata perfettamente dalle espressioni facciali dell’attore) non permetterà mai a Bran di mettersi dalla parte del popolo. Il popolo è la base di ogni regno, senza il favore popolare, il regno è instabile.

Sansa Stark e Tyrion Lannister

Ecco due dei nostri finalisti. Due abilissimi giocatori e giocatrici del trono di spade che, nel corso delle stagioni, ci hanno deliziato con inganni e giochi di potere estremamente arguti.
Sansa è il frutto degli insegnamenti di Cersei e Lord Bealish, due dei migliori giocatori del trono dell’intera serie. Bealish ha perduto per la sua unica debolezza: il suo amore proprio per Sansa.
Ad ogni modo, l’arco narrativo di Sansa evidenzia una sua crescita spaventosa. Sansa passa dall’essere una ragazzina ingenua ed immersa nel suo sogno di sposare il principe Joffrey ad essere l’amata “Queen in the North”. Una grande qualità, seguendo un ragionamento machiavelliano, è quella di sapere scegliere i propri consiglieri, sbarazzandosi di quelli che potrebbero tradirla (Lord Bealish) e premiando chi è fedele (Lord Royce).
Tyrion Lannister è il personaggio più intelligente della serie. I suoi dialoghi con Varys sono tra le scene preferite di una buona parte dei fan della serie. Ha una grande capacità di prevedere i conflitti e porne riparo prima che si verifichino, grande qualità secondo Machiavelli.

Eppure né Sansa, né Tyrion incarnano la figura del “Principe Nuovo” di Machiavelli.

Sansa potrebbe esserlo, ma solo del Nord. Solamente al Nord riscuote il favore popolare e lei si è sempre schierata apertamente per l’indipendenza del Nord. La sua storyline non può coincidere con una sua incoronazione sul trono di spade.
Tyrion lo era forse, ma, con il passare delle puntate, è stato messo in luce il suo cambiamento (forse dovuto ad un suo amore cieco per Daenerys?). Ha perso progressivamente la sua capacità di saper leggere le situazioni, dimostrando anche gravi lacune nell’arte della guerra e mettendo in difficoltà con le sue scelte la sua regina.

Cersei Lannister

E’ rimasta solamente Cersei. Anche lei ha commesso degli errori, ma non gravi quanto Jon o Tyrion. E’ decisamente lei la prediletta di Machiavelli, forse al pari di Sansa, se non fosse per la sua lotta per l’indipendenza del Nord.

Cersei è sempre stata capace di usare entrambi gli animi degli uomini: quello umano e quello bestiale. Un principe è costretto ad utilizzare il suo animo bestiale quando serve e nel farlo deve dimostrare di sapere essere sia volpe che leone. Sapere utilizzare la forza e la furbizia, in base alle diverse situazioni. Ed in questo Cersei è la migliore.


Un errore commesso da Cersei è stato quello di creare nel regno una potenza capace di surclassarla: L’alto passero. Secondo Machiavelli, un buon principe non deve permettere che un avversario potenziale diventi forte grazie al suo aiuto. Cersei l’ha fatto, ma ha anche recuperato in perfetto stile machiavelliano.
Facendo esplodere il Tempio di Bealor, Cersei si sbarazza definitivamente non solo dell’ Alto Passero, ma anche di Margeary e tutti gli altri nemici presenti nella capitale, compiendo un male necessario.


Inoltre Cersei decide di fare un unico atto di crudeltà, commettendo il male tutto insieme, senza distribuirlo nel tempo, in modo tale che non possa essere assaporato dai sudditi.
Insieme alla sua natura bestiale, Cersei coltiva la sua natura umana alla perfezione. Al contrario di Tyrion, che viene visto dal popolo come una scimmia deforme, Cersei è molto apprezzata dal popolo, riuscendo a comunicare paura e timore, senza cadere nel disprezzo.

In conclusione, se Machiavelli fosse stato il produttore del “Trono di Spade” probabilmente avremmo assistito alla riconferma di Cersei sul trono e magari l’indipendenza del Nord, con Sansa acclamata regina.