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Elezioni Europee 2019: il voto in Italia

Trionfo Lega, sale il P.D., bene F.D.I., muore F.I.

Tra il 23 ed il 26 Maggio i 28 Stati membri dell’U.E. sono stati chiamati alle urne per eleggere gli europarlamentari che per 5 anni siederanno a Bruxelles.

I risultati hanno tendenzialmente confermato i sondaggi. Il Partito Popolare Europeo ed i Socialdemocratici, pur perdendo consenso, rimangono i due gruppi maggioritari in parlamento; verosimilmente andranno a formare l’esecutivo insieme ai Liberali, che usufruendo di un ottimo risultato ed utilizzando il potere di ricatto potrebbero ottenere commissari o altre cariche apicali. Da segnalare un buon risultato dei Verdi, comunque sotto al 10%, che potrebbero inserirsi in una coalizione per la commissione.

Ma come è andata in Italia?

Il bel paese si risveglia con un “centrodestra” al 49,6%, e con una Lega che raggiunge il suo massimo storico e ottiene un prevedibile 34.3%.

Il partito di Salvini è pressoché egemone nel Nord-Est e nel Nord-Ovest dove arriva mediamente ad il 40% (primo anche in Emilia-Romagna), riesce ad imporsi poco sotto tale soglia anche in Umbria e nelle Marche ( ex? Regioni rosse), ma al Sud e nelle Isole si piazza poco sopra il 20% ed è secondo partito dietro al M5S.

Confermate le storiche fratture Centro-Periferia, Città-Campagna; Lega succube nelle grandi città e dominante in realtà distanti dal centro.

Forza Italia (8,8%) tocca il suo minimo storico. Il partito di Berlusconi, che viene rieletto parlamentare, paga l’incapacità di sapersi rinnovare e di offrirsi agli elettori come una forza liberal-conservatrice dinamica ed a passo con i tempi. F.I. si attesta sopra la media nazionale nelle isole (14,7%) e nel meridione, dato indicativo della perdita del voto di opinione.        

Fratelli D’Italia (6,4%) raggiunge il suo massimo storico e riesce con facilità a superare la soglia di sbarramento; sorpassa Forza Italia nel centro, dove raggiunge il 7%.

Il partito, la cui segretaria è Giorgia Meloni, si differenzia minimamente dalla Lega di Salvini; entrambi richiamano le presunte tradizioni cattoliche italiane ed europee, sono contro l’immigrazione di massa e la manifestazione del credo musulmano, ed a favore di politiche per la maternità sul modello Orbán. F.D.I. pone un accento minore sulle autonomie regionali ed un maggior rilievo sulla lotta ai gender e ai diritti civili conquistati recentemente dalle coppie gay.

Questa invisibile differenza potrebbe portare, sempre che i partiti mantengano tali cifre, ad un’alleanza di estrema destra che non necessiterebbe dei voti di F.I.

Anche il Movimento 5 stelle è ai minimi storici. Terzo partito a livello nazionale (17,1%) e nel Centro-Nord, perde il 20% rispetto alle politiche nel Sud Italia, dove è primo partito con quasi il 30% dei consensi.

Oggetto di un’emorragia di voti verso la Lega, paga la debolezza governativa dimostrata fin’ora e l’acquiescenza totale nei confronti dei suoi alleati di governo. Se non vuole sparire politicamente nell’arco di pochi anni deve guardare inevitabilmente a sinistra, il bacino elettorale rimastogli è probabilmente derivante da quella fazione. Il suo destino si dovrebbe incrociare con quello del Partito Democratico, pena la sua dissoluzione.

 Il PD (22,7%) è secondo partito ed è l’unico che può porre freno su scala nazionale ad una deriva autoritaria che proviene da destra. Con la svolta Zingarettiana riesce ad incrementare, in punti percentuali, i risultati del 4 Marzo. E’ sopra la media nazionale nel centro Italia, mentre è debole al Sud, dove non è riuscito finora a catturare il bacino elettorale pentastellato. 

Se riuscirà a dialogare con forze alla sua destra (+Europa,Verdi) ed alla sua sinistra (La sinistra), partitini che sommati arrivano al 7,2% su scala nazionale, ed a guardare ai 5 stelle (alla parte fichiana), potrà essere concretamente un’argine a quest’involuzione socio-economica che sta vivendo il paese.

Riflessione sui giovani

Se i giovani francesi e tedeschi hanno votato in massa per partiti ambientalisti e per la sinistra libertaria, non scegliendo nemmeno gli storici partiti socialdemocratici e contrastando le decisioni folli dei loro genitori; in Italia il primo partito, sia tra i Millenials (’80-’96), che tra la Generazione Z (’96 in poi) è la Lega, tenendo sempre presente il livello elevato di astensionismo.

E’ un dato emblematico. Se coloro che sono nati in Europa, e sono venuti immediatamente in contatto con il multiculturalismo, la multietnicità, con diritti civili ed ambientali sempre più presenti nei dibattiti pubblici, con un mondo ed una società aperta e progressista, votano il partito che propugna esattamente il contrario, è indice di qualcosa che non va.  

La disaffezione e la distanza alla politica dei giovani italiani è purtroppo reale, Salvini gioca sulle paure, sulle insicurezze delle persone; è un leader da Regime Autoritario, fa tutto lui, che il popolo depensi, è lui a difenderci.

Il senatore, ministro Salvini è il responsabile del clima d’odio e di chiusura in cui vivono i giovani (e non solo), perora una visione del mondo otto-novecentesca, si propone come il “nuovo”, mentre è segretario del partito più vecchio dello scenario politico.  

Ciò che i giovani non comprendono è la bolla in cui stiamo vivendo, l’immigrazione è percepita come un problema, mentre in realtà questa è una costruzione fasulla ed è becero continuare questa propaganda di violenza. In autunno l’Italia rischia un crollo economico, Salvini continua a distogliere il problema parlando di immigrati e delle presunte malattie che questi portano, ma il tempo scorre e difficilmente all’indomani di un ennesimo ed ulteriore schock economico che vivrà a breve l’Italia riuscirà ad imporsi elettoralmente.

Il riferimento è ai giovani perché loro devono rendersi conto in primis della mancanza di prospettive nella compagine governativa; mentre i più anziani votano Salvini per una non aderenza a questo mondo, un loro essere storicamente reazionari, conservatori, bigotti e masochisti, i più giovani non hanno ragione di farlo.

Le opposizioni dovrebbero comprendere il perché di questa situazione e contrastare Salvini e chi ruota attorno a lui in termini diversi da quelli utilizzati ora.