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Verso le europee: il PD con Camilla Laureti

Abbiamo ascoltato la candidata al Parlamento Europeo del Partito Democratico per la circoscrizione centro Camilla Laureti nel suo comizio a Velletri.

La parità di genere

Camilla Laureti fa della parità di genere un obiettivo importante da raggiungere. A tal proposito dice:
“E’ vero, ci ritroviamo in delle elezioni dove per votare due uomini siete costretti a votare una donna. Si potrebbe dire che non serve una legge per votare una donna, al Parlamento Europeo, come al Parlamento italiano. Però per far entrare questo concetto nella mente di tutti noi per ora serve una legge. Tra un po’ non ci sarà più perchè non ci sarà bisogno”.
La Laureti continua uscendo dalla politica per far emergere un problema sociale che riguarda il genere femminile: “La concezione del lavoro, sia maschile che femminile impedisce spesso alle donne di fare carriera. Perchè? Perchè le donne che desiderano lavorare dal momento in cui diventano madri non possono farlo”.

La tematica dell’ambiente

“Pochi giorni fa 600 scienziati hanno scritto all’Europa chiedendo di sanzionare il Brasile per la deforestazione dell’Amazzonia. Voi credete che uno scienziato italiano che scrive a Bolsonaro, questi lo ascolta? Lo prende in considerazione? Per cose così grandi se non agiamo e reagiamo con un’Europa forte è molto difficile che si trovi una soluzione, o che si affrontino questi problemi”. Continua provocando Salvini: “Vorrei chiedergli come pensa di risolvere queste cose. Lui pensa che richiudendoci dentro noi stessi e votando ‘italiano’ è possibile ovviare a tali questioni”.

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I punti personali

“Ho a cuore due punti molto importanti del partito, l’indennità di disocupazione europea (altro che reddito di cittadinanza) ed il salario minimo europeo. E’ chiaro che se siamo in Europa dobbiamo avere delle regole che valgono per tutti. Noi sappiamo che il costo del lavoro nel nostro paese e in Romania o in Bulgaria è un costo del lavoro diverso. Ciò crea un problema le nostre aziende. Questo vuol dire un’Europa forte, tutti insieme per armonizzare quello che ancora non aiuta la disuguaglianza sociale“.