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Aborto: da diritto a delitto

La strategia dei repubblicani per vietare l’aborto

Il caso della Georgia

La Georgia ha introdotto misure restrittive il 7 maggio, quando il governatore Kemp ha firmato la legge che riduce il numero di settimane entro le quali è possibile praticare l’aborto a 6 dalle 20 precedentemente previste.
Le sei settimane indicano il momento in cui l’embrione comincia a pulsare, presumendo che ci sia un battito cardiaco vero e proprio. La stessa legge è definita come “heartbeat bill” anche se l’organo non è ancora formato.

Il caso dell’Alabama

In Alabama il 15 maggio il Senato ha approvato la legge che vieta l’aborto ed il 16 è stata firmata dalla governatrice Ivey. Qui a differenza degli altri casi il divieto è assoluto, abortire è proibito.
Non si può abortire neanche in caso di stupro o incesto, l’unica eccezione è se la donna è in grave pericolo di vita.
Per i medici che praticano l’aborto sono previsti 99 anni di carcere, mentre la donna che lo pratica non è considerata responsabile.

Il caso del Missouri

Di ieri la notizia della riduzione del periodo disponibile alla pratica dell’aborto anche nel Missouri da parte del Parlamento.
Adesso si può abortire entro le 8 settimane, al di fuori delle quali non è più possibile farlo, come in Alabama, neanche in caso di stupro o incesto e, come in Alabama, per il medico che pratica l’aborto la pena prevista è di 99 anni. Precedentemente il periodo nel quale l’aborto poteva essere praticato era di 21 settimane.
Manca solo la firma del governatore Parsons per rendere il disegno di legge effettivo. Un’eventuale promulgazione però non farebbe entrare in vigore la legge automaticamente, poichè i tribunali di questi stati bocceranno sicuramente queste modifiche.

La strategia

Come mai c’è stata questa esplosione di provvedimenti riguardanti l’aborto negli stati repubblicani? I repubblicani sanno che le leggi verranno respinte dai tribunali, ma ricorso su ricorso porranno la questione alla Corte Suprema nella speranza che questa dichiari l’aborto illegale, ribaltando la sentenza del 1973 “Roe contro Wade” che di fatto legalizzò l’aborto.

Adesso è il momento ideale per tentare questa soluzione in quanto Trump nel 2018 nominò due giudici pro-life, Brett Kavanaugh e Neil Gorsuch. Adesso i repubblicani hanno la maggioranza nella Corte Suprema, con 5 giudici di orientamento conservatore contro 4.