CinemaCultura

“Loro”: Il Cavaliere al cinema

Una panoramica della figura di Silvio Berlusconi attraverso gli occhi di personaggi immaginari e personaggi realmente esistiti

Nel 2018 è uscito nelle sale cinematografiche “Loro”. Un film diviso in due parti che narra alcune vicende di Silvio Berlusconi tra gli anni 2006 e 2009. Il periodo va più o meno dalla sconfitta in campagna elettorale nel 2006 alla vittoria nel 2008 nonché all’inizio del suo quarto governo.
Oltre alle sue vicende politiche, il film mostra la relazione con l’allora moglie Veronica Lario, i rapporti con imprenditori e veline, e il suo ruolo nel terremoto dell’Aquila del 2009.  

Il film ha vinto quattro Nastri d’argento e due David di Donatello. E’ interpretato da grandi attori quali Toni Servillo, che trasforma voce e corpo, Elena Sofia Ricci nella vesti della moglie ormai rassegnata e sfiduciata nei confronti del matrimonio, Riccardo Scamarcio, nei panni di un imprenditore ambizioso, Kasia Smutniak in quelli di una velina/amante, Fabrizio Bentivoglio nella parte di un politico intenzionato a distruggere “Lui” e molti altri

Due parti che compongono un solo film

Loro 1 e Loro 2, due parti che compongono un film che sarebbe incompleto senza la visione di entrambi. Ma perché questa scelta stilistica? La risposta la troviamo nei personaggi che seguiamo durante la visione del film.
Nella prima parte vengono presentati “Loro”: imprenditori, politici e altri personaggi che ambiscono ad avere contatti con “Lui”.
Se nella prima parte troviamo un mondo formato da tanti personaggi minori e non, nella seconda troviamo al centro “Lui”. Una figura intoccabile e accessibile solo dalla moglie, dalla sinistra figura di Paolo Spagnolo e da pochi altri personaggi intimi. Questa continua ricerca disperata di “Loro”  si conclude in una realtà deludente. Quest’ultima rappresentata dall’attrazione del vulcano artificiale che promette ad ognuno di “Loro” di mostrare, ma che alla fine, trovandosi nella sua villa in Sardegna, attiverà da solo.

Il mondo del film costruito da Sorrentino non è quello politico ed istituzionale, bensì quello privato e l’intimo della figura di Berlusconi.
Questa pellicola mostra un mondo, conosciuto e sconosciuto, di cui si riconoscono costumi, abitudini, sensazioni ed emozioni di un Paese come l’Italia. In riferimento agli ultimi due concetti, la figura di “Lui” e di “Loro” trasmettono paura e angoscia di invecchiare, della solitudine, della morte e del fallimento. Insomma ansie e preoccupazioni legate ad un pensiero comune e non al solo individuo.

Il film è un racconto ricco di simbolismi e metafore, tipici della regia sorrentiniana. Elementi che rimandano sia a un’ispirazione cinematografica, che ad un immaginario collettivo dell’Italia, presentati da una figura quasi mitizzata, Lui.